Lione, Rongoni in tackle: “Sogno che la Juventus perda lo scudetto, poi noi daremo il colpo di grazia”

Le dichiarazioni rilasciate dal preparatore atletico del Lione in vista della sfida di ritorno di Champions League contro gli uomini di Maurizio Sarri

Diversi sono stati i temi trattati dal preparatore atletico del Lione, collaboratore di Rudi Garcia che nel corso della sua carriera ha lavorato anche nella Roma e nella Lazio, quando Vladimir Petkovic sedeva sulla panchina biancoceleste: dalla lotta scudetto in Serie A che, in caso di ripartenza, vedrà ancora una volta protagoniste JuventusLazio e Inter, alla sfida di ritorno di Champions League contro Cristiano Ronaldo e compagni.

“Il mio sogno è che la Lazio si porti a casa lo scudetto e che il giorno dopo la Juventus debba giocarsi il passaggio del turno avendo perso il titolo, che ci sia un casino enorme dentro la squadra bianconera e che noi le diamo il colpo di grazia”, ha dichiarato Rongoni, intervistato ai microfoni di ‘Radio Incontro Olympia’“Loro arriveranno sicuramente più in condizione dopo 12 partite, l’unica cosa che potrebbe avvantaggiarci è che le cose non vadano bene in casa Juve. In questo modo gli si creerebbe un maremoto interno.

È l’unico modo per avere qualche chance in più: noi stiamo faticando anche ad organizzare le amichevoli visto che il governo ha vietato anche le partite. In questo momento per giocare dovremmo andare in Qatar, o comunque all’estero. Diventa un problema logistico confrontarci con loro, è questo l’ostacolo maggiore”, ha concluso.

Matri: “Non mi pento di aver smesso. Chiellini mi ha sorpreso, non ho mai parlato di cosa accade nello spogliatoio”

L’ex calciatore torna a parlare della sua scelta, di smettere. Indica la Juventus favorita per il titolo ma non nasconde lo stupore su quanto scritto dal capitano bianconero.

Matri a ruota libera. L’ex calciatore, intervenuto a Radio Bianconera torna a parlare della sua scelta, di smettere. Indica la Juventus favorita per il titolo ma non nasconde lo stupore su quanto scritto dal capitano Giorgio Chiellini.

RITIRO – La scelta di smettere è stata a lungo ponderata. E non ha rimpianti. “A Brescia ero partito con le migliori intenzioni. Avevo motivazioni altissime, volevo rimettermi in gioco. Poi però ho  vissuto delle situazioni che non mi sono andate bene e dopo aver rescisso il contratto, ho preso la decisione lasciare il calcio”. Scelta definitiva. “Non ho alcun tipo di ripensamento, sono convinto della mia scelta”. Anche il futuro può attendere. “Non ho preso ancora in considerazione l’idea di allenare. Mi piacerebbe restare nel mondo del calcio ma non è detto che chi abbia giocato a pallone sappia restare in quel mondo”.

Livorno, giallo sull’arresto di Mr Share’nGo. Spinelli: “Temo salti la cessione del club”

Aldo Spinelli, presidente del Livorno. Lapresse

L’imprenditore libanese, vicino all’acquisto della squadra toscana, sarebbe stato arrestato in Olanda con l’accusa di riciclaggio che coinvolge la sua società di car sharing presente anche in Italia

Se le notizie in arrivo dall’Olanda fossero confermate, rischia seriamente di saltare la trattativa per il passaggio di proprietà del Livorno. Si parla, infatti, dell’arresto dell’imprenditore libanese Majd Yousif, non ancora confermato (né smentito…) dalla polizia di Alblasserdam.

Proprio il 50enne è l’uomo che aveva quasi concluso l’operazione di acquisto del club toscano da Aldo Spinelli e sarebbe una delle quattro persone incarcerate in una vasta operazione che ha coinvolto gli uffici della Share’Ngo e alcune cliniche dentistiche della zona. Le forze dell’ordine avrebbero utilizzato anche i cani anti-droga, sebbene l’accusa principale sia riciclaggio di denaro. Sequestrati auto di lusso, orologi Rolex e 268 munizioni.

Cellino rassegnato: “Balotelli? Una delusione. Con la testa non è più con noi”

Massimo Cellino a colloquio con Mario Balotelli. Ansa

Il presidente del Brescia sull’attaccante, che martedì non si è presentato agli allenamenti: “È sempre stato così. Corini poi lo ha viziato troppo all’inizio, perdonando i suoi ritardi”

Mario Balotelli? Una delusione. Lo dice senza troppi giri di parole, Massimo Cellino, presidente del Brescia. L’ultima “balotellata”, con SuperMario che non si è presentato all’allenamento di martedì, pare la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Anche se Cellino minimizza. “Forse il problema Balotelli è anche ingigantito. Mario è un ragazzo particolare ed è anche scontato che con la testa non sia più con noi, niente di diverso da come è sempre stato”, dice il presidente intervenendo a Telelombardia. Insomma, quasi fosse una causa persa.

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Un 7 con colpi da 10 e fiato per due: Juve, sta arrivando Kulusevski

Dejan Kulusevski con la maglia del Parma. Getty

Lo svedese è già “pronto all’uso” e nella nuova stagione verrà subito inserito nelle rotazioni della squadra: giocherà a destra e farà valere il talento e le qualità di corridore

Le ultime due stagioni a singhiozzo di Douglas Costa, costretto spesso ai box da guai muscolari, probabilmente hanno influito. E alla fine convinto la Juve a investire tanto (35 milioni di euro più nove di bonus) su un esterno destro giovane e di qualità. Lì la Signora ha bisogno di linfa nuova e lì Kulusevski probabilmente giocherà, come sta facendo (bene) al Parma.

Mario Balotelli, l’Ulisse del pallone alla ricerca di se stesso

Con i suoi tormentoni, le sue bizze e i suoi capricci, è ormai un personaggio letterario che, da solo e senza l’intervento di un autore, alimenta il testo e lo arricchisce fino a trasformarlo in un’autentica soap-opera

Neanche Ulisse, che ha impiegato vent’anni per tornare a Itaca, ne ha combinate tante. Mario Balotelli, con i suoi tormentoni di stagione, le sue bizze (ora estive, ora invernali) e i suoi capricci, è ormai un personaggio letterario che, da solo e senza l’intervento di un autore, alimenta il testo e lo arricchisce fino a trasformarlo in un’autentica soap-opera.

Inter, un anno ConTe: Antonio ha in testa lo Scudetto prima o poi

Antonio Conte, prima stagione da allenatore dell'Inter. Getty

Il tecnico diventava nerazzurro a fine maggio 2019, ma con lo stop per il Coronavirus è presto per i bilanci. Anche perché il progetto va avanti, complice il mercato, anche nelle ambizioni

“Finalmente , si ricomincia”. Il video di presentazione di Antonio Conte all’Inter iniziava con queste sue parole, rimaste attuali quasi un anno dopo. Era il 31 maggio, il tecnico era arrivato a Milano tre giorni prima, un anno esatto oggi. Sbarco in segreto, ma matrimonio in nerazzurro più che nell’aria: Antonio venne paparazzato con lo staff social interista un giorno dopo. Già al lavoro, prima ancora di firmare: del resto, nel pre-Coronavirus, tutta la sua esperienza interista è stata frenetica, iperattiva, intensa.

Il Milan vale meno di 5 anni fa: è l’unico in Europa a non crescere. E l’Inter lo doppia

Il derby Inter-Milan dello scorso febbraio. Ap

Nel report Kpmg sulle valutazioni aziendali i rossoneri segnano un -3% rispetto al 2016, nerazzurri a +146%. Sartori: “La natura delle due proprietà fa la differenza”. Juve prima italiana. Con la pandemia i club europei si svaluteranno del 20-25%

Nell’era pre-coronavirus il calcio è cresciuto a ritmi forsennati producendo ricchezza come non era mai capitato in passato. Solo un club, nell’Europa che conta, è andato controcorrente: il Milan.

Castagne non rinnova: l’Atalanta fa partire l’asta

Il futuro di Timothy Castagne è incerto. Lapresse

Stallo sul futuro del laterale belga: i bergamaschi iniziano a pianificare la cessione

Nessuno in scadenza o con un solo anno di contratto. Sul retro non c’è “da consumarsi preferibilmente entro il 30 giugno 2021”. L’Atalanta programma, da sempre. E lo fa alla grande. Così il mercato “interno” è stato finalizzato in netto anticipo con una serie di trattative iniziate – e concluse – già dal dicembre 2018: Freuler fu il primo della serie, De Roon e Gosens (nero su bianco in questa stagione) gli ultimi.

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Santopadre (Perugia): “Perderemo 3 milioni, tante nubi sul futuro. E che mercato sarà?”

Massimiliano Santopadre, 51 anni, presidente del Perugia. Lapresse

Il presidente, i dubbi sulla ripresa e il calcio che verrà: “In Figc devono aver più peso i proprietari dei club”

Il calcio come azienda: una materia nella quale Massimiliano Santopadre, presidente del Perugia, ha dimostrato di saperci fare. Come nella moda, dove ha costruito la sua fortuna. Due settori che adesso, da imprenditore, lo preoccupano molto.