Inter-Torino alle 15: probabili formazioni e dove vederla | La diretta

Conte dovrà fare a meno di Kolarov e Brozovic, positivi al Covid. In attacco spazio alla Lula. Giampaolo conferma Lukic come fantasista dietro Verdi e Belotti

Dopo la pausa per le nazionali è di nuovo tempo di campionato, per Inter e Torino. I nerazzurri, ottavi a 12 punti, hanno raccolto soltanto una vittoria (contro il Genoa) nelle ultime cinque partite, poi tre pareggi e una sconfitta. Il Torino, diciassettesimo a quota 5, viene da due risultati utili consecutivi (il successo sempre sul Genoa e il pari col Crotone). Entrambe le squadre hanno avuto, a causa degli impegni con le nazionali, casi di positività al Covid-19: l’Inter dovrà fare a meno di Kolarov e Brozovic, il Torino di due giocatori. Calcio d’inizio alle 15 a San Siro.

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Inter-Shakhtar, probabili formazioni e dove vederla: anche in chiaro su Tv8. Eriksen dalla panchina

L'esultanza dell'Inter nel quarto di finale contro il Bayer. Lapresse

Alle 21 il fischio d’inizio a Dusseldorf, diretta tv su Sky e sul suo canale free. I nerazzurri inseguono il ritorno in una finale di coppa dieci anni dopo il Triplete

Un posto in finale di Europa League dieci anni dopo l’ultimo trionfo europeo, la Champions League del Triplete. L’Inter se lo gioca stasera alle 21 contro gli ucraini dello Shakhtar Donetsk nella semifinale in gara unica di Europa League a Dusseldorf. Chi passa troverà il Siviglia, vincente 2-1 nell’altra semifinale già giocata contro il Manchester United. Da nove partite di fila in coppa l’Inter può contare su almeno un gol di Lautaro Martinez e Romelu Lukaku: insieme hanno segnato 50 gol in stagione, 11 in più della coppia brasiliana dello Shakhtar composta da Junior Moraes (26) e Marlos (13).

Prima squadra esordiente nella massima competizione continentale a entrare tra le prime otto dal Leicester di tre anni fa, la Dea ha la più lunga striscia vincente attiva: ha vinto le ultime quattro partite giocate in Champions League, come il Bayern Monaco. Attenzione a Neymar: nelle ultime 16 partite a eliminazione diretta in Champions League ha segnato 12 volte.

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Bastoni, ma dove metti la mano? “My half”. Barella lo sfotte: “Google?”. Lui risponde così

In Germania, alla caccia del sogno di alzare un trofeo con l’Inter. Ma con tanta voglia di mare, vacanza, e qualche fresco ricordo spensierato. Alessandro Bastoni vive la campagna di Europa League con la squadra di Conte con sentimenti contrastanti. Da una parte il Bayer Leverkusen alle porte per i quarti di finale, dall’altra la voglia di stare con la sua fidanzata. E’ questo che traspare dalla foto pubblicata su Instagram dal difensore nerazzurro, ma non solo. Perché nella foto non sfugge di certo la mano galeotta di Bastoni, stampata sul lato B della ragazza.

Subito arrivato il commento del compagno di squadra, Niccolò Barella che, commentando la dedica di ‘Basto’ “My half” (la mia metà, ndr), ha preso sonoramente in giro il difensore, alludendo a una conoscenza non troppo approfondita dell’inglese (“Google traduttore?“). Pronta la risposta dello stesso Bastoni, che ci ha scherzato su, scrivendo: “Ho visto che lo dicevano in un film mi è piaciuta“.

Umore buono, dunque. Sorrisi e spirito di gruppo. In attesa delle vacanze, è proprio quello che ci vuole per battere il Bayer Leverkusen.

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Lukaku: “Conte top, mi ha portato a un altro livello. Lo United? Dicevano fossi lento…”

Antonio Conte, 51 anni, esulta con Romelu Lukaku, 27. AFP

Il belga è sempre più nerazzurro: “Qui siamo uniti”. Sulle critiche inglesi: “Ma come faccio a segnare certi gol?”

Altre, ennesime parole dolci di Romelu Lukaku nei confronti di un’Inter che sente sempre più sua. Grazie anche ad Antonio Conte: “Mi ha portato a un altro livello”, ha dichiarato il gigante belga nel corso di un’intervista concessa al Times. Poi, sulla volontà del mister di portarlo a Torino quando era sulla panchina della Juventus: “Sentendo la sua voce ho capito che qualcosa stava succedendo quando mi parlava, per questo ho deciso di non firmare”.

Infatti, Conte salutò tutti poco dopo. Sull’Inter attuale, così Big Rom: “Quando ero in Premier c’erano giocatori inglesi, francesi e di altre nazionalità un po’ da una parte, un po’ dall’altra… Qui, invece, siamo una cosa sola. Si parla italiano ed è un’ottima cosa. Infatti, quando Young ed Eriksen sono arrivati, ho fatto un po’ da traduttore fino a quando Ashley ha imparato almeno le basi della lingua”.

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Leonardo e Spalletti nel mirino: Conte attacca quota 70

Antonio Conte. Getty

Solo due volte dopo Mourinho l’Inter ha superato il tetto di punti. Antonio può farlo già stasera contro la Spal. E viaggia più veloce del… Triplete

Quota 70 è un po’ troppo bassa per la pensione e non è neppure l’ascensore per il Paradiso, sia chiaro. Però è un traguardo alla fine di un percorso tortuoso. Talmente tortuoso che per l’Inter negli ultimi anni è spesso stato inaccessibile. Stasera Antonio Conte ha la possibilità di oltrepassarlo, quel limite. Giusto per darsi un’idea: 70 punti, dal 2010 in poi, ovvero dal Triplete in avanti, sono riusciti a metterli insieme, seduti sulla panchina nerazzurra, solo Leonardo nel 2010-11 (subentrato a Benitez a dicembre) e Luciano Spalletti due campionati fa, il torneo della Champions all’ultimo tuffo all’Olimpico contro la Lazio.

Nel dettaglio, Leonardo arrivò a 76, piazzandosi secondo in classifica, mentre Spalletti acciuffò il quarto posto a 72. Ecco: stasera a Ferrara Conte può fare 71, con altre cinque giornate da giocare, dunque con il vento in poppa necessario per andare oltre tutti gli altri allenatori nerazzurri dell’ultimo decennio. Se non tutto può essere spiegato con i numeri, e se è vero che un campionato è sempre diverso da un altro anche in termini statistici, il riferimento non può non essere notato.

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L’Inter da trasferta è una certezza: a Verona riparte l’assalto alla Lazio

La festa nerazzurra dopo il gol vittoria a Parma Getty

Conte vuole avvicinarsi ai biancocelesti. Fuori casa ha fatto 32 punti ed è secondo dietro l’Atalanta, che ha una partita in più. Lontano dal Meazza i nerazzurri hanno una media di 2,29 punti a gara, a San Siro si scende a 2.

La Lazio si è inceppata e l’Inter ha di nuovo la chance di avvicinarsi al secondo posto: contro il Bologna in casa è andata male, domani sera ci riproverà a Verona. E c’è un dato che spinge Antonio Conte: considerando solamente le partite giocate fuori casa, l’Inter ha fatto 32 punti, 2 in meno della regina delle trasferte Atalanta, che però ha una partita in più rispetto a Lukaku & co.

STESSI PUNTI—   L’Inter formato trasferta in questa stagione ha funzionato molto di più rispetto a quella vista a San Siro. Dove i 65mila spettatori di media pre lockdown spesso non sono serviti a dare una marcia in più e dove le avversarie si chiudono di più concedendo meno spazi. Infatti i 64 punti di oggi Conte li ha divisi perfettamente tra casa e trasferta, anche se al Meazza ha una media di 2 punti a partita mentre lontano da Milano sale a 2,29. Conte aveva cominciato benissimo la stagione: 7 vittorie esterne di fila, stoppate dal pareggio di Firenze agguantato dalla Viola a tempo scaduto. E in trasferta ha perso gli scontri diretti con Juve e Lazio.

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Un po’ Pirlo, un po’ De Rossi: ecco perché tutti vogliono Tonali

Sandro Tonali in maglia azzurra. Getty

Juve e Inter tentate. Il play del Brescia è uno dei pochi centrocampisti europei che può interpretare ad alto livello sia il ruolo di centrale sia quello di mezzala di regia. Farebbe la fortuna di Sarri e Conte. E a 20 ha grandi margini di crescita. Viaggio attorno al giovane più ricercato della A

Tutti lo vogliono e non è difficile capire il perché. Sandro Tonali è uno dei pochi centrocampisti mondiali con — in prospettiva — il raro dono del “doppio ruolo” ad altissimo livello. Nel senso che può giocare sia da centrale di regia (a protezione della difesa) sia da mezzala play, con compiti quindi in una zona più offensiva. Uno così ti cambia la vita. Ecco perché lo vuole sicuramente l’Inter. Ecco perché la Juve ne avrebbe bisogno per recuperare tempi e situazioni di gioco di quando c’era Pirlo. Ecco perché Psg e club inglesi continuano a seguirlo.

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