I 30 anni di Ramsey: da rugbista a trequartista, così ha conquistato Pirlo

Per la prima volta il gallese è davvero al centro del progetto Juve. Da Wenger fino a Sarri, ogni tecnico ci ha messo un po’ del suo, e ora l’ex Gunner ha finalmente trovato la nicchia tattica giusta

Un compleanno (finalmente) da protagonista. Aaron Ramsey oggi compie 30 anni e intanto si è preso la Juve. Il terzo gallese della storia di Madama dopo John Charles e Ian Rush dopo mesi di pochi alti e parecchi bassi anche per via di troppi infortuni, l’Arsenal per la prima volta è davvero al centro del progetto bianconero. Ha vinto un po’ a sorpresa il duello con Kulusevski come “trequartista ideale” (lui che sarebbe un vero numero 8 “inglese”) e si è preso le chiavi del centrocampo grazie alle sue capacità di raccordo tra centrocampo e attacco.

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Eriksen, la soluzione a gennaio. Dybala, non si parla più di rinnovo

L’impiego col contagocce dell’interista è penalizzante anche per il mercato che si svilupperà. L’argentino senza gioia, sembra sempre più lontano dalla Juve

Tra Christian Eriksen e Paulo Dybala non sapremmo scegliere la situazione più complicata, difficile, imbarazzante. Il danese che gioca il recupero quando un anno fa di questi tempi stava avanzando la trattativa per renderlo una presunta stella dell’Inter. Paulo il triste che scarabocchia calcio come se fosse un principiante qualsiasi, un mezzo interprete con poca classe e senza futuro.

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Pellegrini, da possibile titolare a non convocato: andrà via

Luca Pellegrini. Getty

Il terzino sarebbe partito dall’inizio contro i blucerchiati a causa dell’infortunio di Alex Sandro, ma Pirlo l’ha lasciato a casa

Luca Pellegrini non prenderà parte a Juve-Samp, Pirlo non l’ha convocato. L’ex terzino di Cagliari e Roma avrebbe giocato dall’inizio a causa dell’infortunio di Alex Sandro, ma è rimasto a casa. Al suo posto, con ogni probabilità, giocherà Mattia De Sciglio, anche lui sul mercato e cercato dalla Roma. Futuro già scritto per Pellegrini invece: lascerà la Juve.

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Montero: “Io sto crescendo con la Samb. Pirlo è come Zidane. A Ronaldo serve uno come Suarez”

Al termine dell’amichevole con la Roma, l’allenatore della Sambenedettese Paolo Montero ha parlato ai microfoni di  Sky Sport soffermandosi sulle prospettive della sua squadra. E non solo.

SUDAMERICA – La Samb ha ben figurata. Una squadra che rispecchia  l’animo sudamericano del suo tecnico. Garra e volontà. “Vogliamo essere protagonisti nel nostro girone, che penso sia il più competitivo della Serie C. Ci attende una stagione importante: mancano dei giocatori per rinforzare una rosa già competitiva. Siamo felici e ambiziosi, spinti dalla passione del nostro presidente. In squadra ci sono tanti argentini, una garanzia: non si può discutere il loro valore”.

PIRLO – Dalla Samb alla Juventus. Montero ritiene Pirlo già pronto: “Come tifoso non me lo aspettavo, ma Andrea è di un’intelligenza impressionante. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo ed è una persona silenziosa ma simpatica. E ha tanto carisma. Se dovessi fare un paragone credo possa avvicinarlo a  Zidane. Sono persone che non hanno bisogno di parlare molto”. Anche lui potrebbe allenare la Juventus, un giorno. “Sarebbe un sogno, ma sono realista. Ad oggi non ci penso, ma neanche tra uno, due o quattro anni. Potrebbe anche non accadere mai, ma sono felice di poter allenare in Italia. Adesso devo completare il mio percorso di crescita, spero di fare un gran campionato con la Samb”.

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Dybala, la rincorsa per convincere il Maestro parte dalla “sua” Lazio

Il talento della Juventus ha segnato 11 gol ai biancocelesti in 18 match, uno storico entrando dalla panchina: Pirlo ha una carta in più per domani

Ok, bisogna essere onesti: rinunciare a questo Morata sembra utopia. Idem escludere Ronaldo, gigante infinito capace di fare la differenza con la sola presenza e che mai accetterebbe panchine se non per turnover, magari in coppa Italia o in partite, sulla carta, facili facili (ma siamo proprio sicuri che direbbe sì?). Detto ciò, sotto sotto questo Dybala sta iniziando a mandare segnali importanti: in primis a sé stesso, di conseguenza a Pirlo che ha sempre motivato le iniziali esclusioni dell’argentino con una forma fisica ancora da migliorare, al contempo sottolineando le enormi qualità della Joya.

“Gioia” ultimamente mostrata raramente, diventata addirittura rabbia con lo sfogo di Crotone: il ragazzo visto a Budapest mercoledì, però, sorrideva eccome. E con lui il suo mancino: aveva voglia di correre, di andare a prendersi la palla. Ed è vero: il gol (e mezzo) segnato è stato un regalone della difesa del Ferencvaros, ma quando il match è ormai chiuso quanti sono disposti ad andare in pressing, in solitaria, addirittura nell’aria di rigore avversaria. Ritmo blando, avversario semplice e risultato in cassaforte… Pochi, probabilmente.

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Juve, un Morata così fa comodo. Chiesa: bene l’assist, ma non ci siamo

Alvaro Morata e Federico Chiesa

Lo spagnolo visto a Crotone potrà essere utile a Pirlo, non basta l’assist per valutare positivamente il debutto dell’ex viola

Se pareggi a Crotone e sei la Juventus, comunque la giri è un pessimo sabato. Gli alibi non mancano a Pirlo, su tutti l’assenza di Ronaldo e Dybala (ma se non aveva neanche 15’/20’ nelle gambe, perché convocarlo?) e la sfortuna in alcuni episodi (il raddoppio di Morata cancellato per fuorigioco millimetrico e il palo colpito dallo spagnolo a Cordaz battuto). Ma va detto chiaramente: il Crotone per lunghi tratti ha fatto match pari, strameritando il punto.

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Agnelli: “Ci prendiamo qualche giorno per riflettere. Ronaldo nostro pilastro”

Andrea Agnelli

Dopo l’eliminazione dalla Champions il presidente parla di bilancio della stagione “agrodolce” e blinda CR7 e il gruppo dirigente ma non parla di Sarri

Dopo l’eliminazione dalla Champions il presidente Andrea Agnelli parla di un bilancio della stagione “agrodolce”. “Il bilancio è stato agrodolce dopo una stagione difficilissima. Col nono scudetto abbiamo scritto una pagina di calcio fantastica con Maurizio Sarri che è arrivato dalle categorie più basse fino alla vetta d’Italia. In Champions è deludente per noi, per i giocatori, per i tifosi. Se prima avevamo un sogno, ora abbiamo un obiettivo ed è la Champions League. Uscire in questo modo ci deve lasciare delusi. Ci prenderemo qualche giorno, faremo valutazioni complessive”.

OBIETTIVO—   Il presidente della Juventus ha poi proseguito ai microfoni di Sky Sport: “Io faccio un discorso di società. Noi abbiamo questi obiettivi che devono essere onorati sia in casa che all’estero. Abbiamo il miglior giocatore della storia della Champions. Dobbiamo ripartire con rinnovato entusiasmo senza dare per scontato quello che succede in Italia perché gli scudetti non si vincono per forza d’inerzia. Ribadisco la stima che ho per questo gruppo dirigente e me lo tengo molto stretto. Non deve essere una partita a portare a un giudizio su una stagione”.

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La settimana “santa” della Juve: il Lione vera prova del nove per Sarri

Maurizio Sarri, 61 anni. Ansa

Il mancato accesso alla final eight nel Portogallo di CR7 avrebbe effetti pesanti su club, giocatori e allenatore: la gara contro gli uomini di Garcia è un dentro o fuori senza scappatoie o zone grigie

Il lamento di Maurizio Sarri sul calendario, dopo la sconfitta dell’altra sera a Cagliari, ha tutta l’aria di appartenere alla sfera dei mind games , i giochini mentali in cui è maestro José Mourinho.

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Lesione all’adduttore: Juve, stagione finita e niente Lione per Douglas Costa

Douglas Costa

Dopo la botta di Udine e gli esami, la certezza: Sarri perde il brasiliano, che per infortunio ha già saltato 17 partite

La brutta notizia è arrivata in mattinata, dopo la risonanza che ha confermato la gravità dell’infortunio: Douglas Costa si ferma, salterà le ultime partite di campionato e, cosa ancora più preoccupante, non ci sarà per la gara di ritorno degli ottavi di finale contro il Lione.

STAGIONE SFORTUNATA—   Il brasiliano a Udine era entrato nell’ultima mezz’ora al posto di Bernardeschi, per cercare di dare la solita scossa. Invece è tornato a Torino con un dolore che non lasciava presagire nulla di buono. Gli esami, effettuati oggi al J Medical, hanno evidenziato una lesione di secondo grado all’adduttore della coscia destra. “Il giocatore – si legge nel comunicato – sarà valutato tra 15 giorni”.

Significa che non ce la farà per la Champions, in programma il 7 agosto, e che rischia seriamente di aver chiuso qui una stagione particolarmente sfortunata (ammesso che la Juventus si qualifichi per la Final eight di Lisbona): Douglas si è fatto male più volte. Tutti guai muscolari che lo hanno costretto a stare fuori oltre 80 giorni, per un totale di 17 partite saltate.

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Juve, scoppola storica: l’ultimo poker incassato? Contro CR7. Per non parlare di Pepito…

I bianconeri non beccavano 4 gol dal 4-1 contro il Real in finale Champions. In Serie A bisogna tornare indietro di 7 anni

Incredibile. Ai fini della corsa scudetto – forse – questo clamoroso k.o. non peserà più di tanto dopo il flop Lazio a Lecce. Ma 4 gol in una partita la Juve non li prendeva da tre anni e un mese. Ed è una data storica (in negativo) per i tifosi bianconeri. L’ultima squadra – prima del Milan – a fare 4 gol alla Signora era stato il Real Madrid nel fatidico 3 giugno 2017, giorno della finale di Champions League 2016-2017. In una serata stranissima, iniziata praticamente al 62′ col gol dell’1-1, il Milan ha bissato l’impresa Real.

PEPITO SUPERSTAR—   Un anno prima erano arrivati altri 4 gol contro il Bayern – sempre in Champions, ma solo ai supplementari. Per trovare un altro poker subito dalla Juve bisogna tornare indietro a uno dei più bei giorni per i tifosi della Fiorentina degli ultimi vent’anni (e forse più): 20 ottobre 2013, Fiorentina-Juve 4-2. E – incredibile ma vero – la successione dei gol è la stessa: da 0-2 per i bianconeri coi gol di Tevez e Pogba al 4-2 finale con 4 reti tutte nella ripresa. Mitica la tripletta di Giuseppe Rossi, nel mezzo il gol di Joaquin. Sette anni dopo, ecco l’impresa del Milan…

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